Castelli e città medioevali simboli di potere e di fascino

Pubblicato il 26 febbraio 2024 alle ore 20:39

 

 

Di Luigi Falco 

I castelli, le città fortificate dall'epoca romana a quella rinascimentale, hanno rappresentato sempre : la fragilità e la forza di un popolo in epoche diverse della storia. Molto spesso la sicurezza di molti cittadini dipendeva da una cinta muraria e da uomini addestrati alla sorveglianza e difesa dei propri confini. Queste costruzioni somiglianti a delle aree militari, per la loro imponenza e solidità, acquistavano fascino e mistero da parte di coloro che attraversavano i territori dove esse sorgevano. Il castello di Avella, uno dei tanti esistenti nella Regione Campania, con la sua storia millenaria, le vicende politiche che l'hanno riguardato, è stato un baluardo di difesa a supporto del governo centrale di Napoli esposto nei suoi confini ad attacchi imprevisti da parte di milizie e bande provenienti da alcune aree del Mediterraneo. La sua posizione strategica ha concentrato su di sé, sia l' odio di alcuni nemici, che  l'alternarsi di note famiglie accreditate presso la Casa reale napoletana, da cui ricevevano incarichi e privilegi in funzione dei servizi che essi erano in grado di assicurare. Sorto intorno al VII sec. con i Longobardi, passò in seguito ai Normanni e agli Angioini. Tra i sec. 400 e 500 l'antica fortezza fu gestita da alcune famiglie nobiliari quali gli Orsini, Colonna, Spinelli. Ed è in questo ultimo periodo che il Castello fu seriamente danneggiato a causa di eventi sismici e dall'eruzione del Vesuvio. Ma nonostante ciò,  rimane ancora di esso : l'imponente cinta muraria con il maestoso torrione, insieme ad una antica descrizione autografa che viene qui riportata. Da queste testimonianze possiamo  immaginarlo  come una comoda dimora molto confortevole che dall 'alta collina dominava  il fondo valle alberato e coltivato dai suoi antichi abitatori. 

" Vi è...sopra un monte dalla parte di occidente lo castello con la cittadella e palazzo...nel quale vi è una torre grande con cortiglio. Una sala con otto camere in piano e molta altra comodità. Questa cittadella è murata con dodici altre torrette attorno dette mura per combattere e dentro vi sono da circa cento fochi distrutti e disabitati. Vi è anco la Parrocchia e cisterna grandissima, nella quale al presente vi è acqua freddissima, lo quale castello è fatto con grande artificio con mura altissime e grossissima spesa...vi sta lo castellano e vi si ponevano li carcerati di mala vita. "

 

 

Luigi Falco, Castello Avellano :

il gigante del colle, trasposizione artistica. 

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