Cultura al bivio : dalla ricerca di protagonismo alla finestra del Web

Pubblicato il 16 marzo 2024 alle ore 11:15

 Di Luigi Falco 

 

Da sempre l'uomo è stato considerato un soggetto sociale. Non di meno, nel regno naturale si potrebbe dire degli animali. Tuttavia esistono delle evidenti differenze tra le due specie, legate all'uso del linguaggio e dei processi cognitivi. Nella società umana, la comunicazione tra gli individui, ha avuto sempre la necessità di avvalersi di mezzi supplementari a supporto della vita di relazione. Dai suoni, ai gesti, ai pittogrammi, all'uso degli alfabeti, alle calligrafie, la comunicazione viene poco per volta normata da regole precise, funzionali sia alla vita privata che a quella legata alle attività pubbliche. Questo sviluppo segna una svolta anche in un ambito culturale, perché dalla comunicazione informale, si passa poco per volta a quella dei saperi. L'uomo scopre non solo il suo carattere esistenziale ma anche quello ontologico. Il filosofo Cartesio, nella ricerca di deduzioni, circa il valore dell'uomo, asseriva : " Cogito, ergo sum ". Cioè, egli collegava l'esistenza dell'essere umano alla sua capacità di pensare, che lo elevava al di sopra di tutte le altre specie. Questa asserzione, svincolata da ragioni fideistiche, ha accompagnato sin dall'antichità l'attività di ricerca filosofica e letteraria di molti intellettuali. L' era moderna ha condotto avanti le due indagini , potenziando la speculazione del sapere, con l'uso diversificato dei suoi mezzi. La fotografia, la radio, il cinema, la televisione sono stati i primi strumenti che hanno mutato il concetto delle relazioni ordinarie, trasformandosi in un fenomeno mediatico globale. Purtroppo, tali mezzi, non sempre impiegati per veicolare : verità e realtà tra loro marcate da differenze territoriali e culturali, hanno innescato altri fenomeni sul piano comportamentale, che vedono protagonisti il mondo della politica, quello commerciale ed alcune aree sociali, poco attenzionate, rispetto all'autorevolezza che esercitano in contesti pubblici esperti comunicatori. Assistiamo, per questo, ad un'altra crisi culturale, dove ciò che ha significato, molto spesso è associato a ciò che risulta essere più popolare. Il fenomeno dei socials, può  per tutti costituire  un esempio, dove è evidente dall'impostazione del suo istitutore, non è esiste la componente socializzante, tanto meno quella affettiva. Il tutto ruota intorno ad una logica commerciale, dove i contatti, la diffusione di contributi, risponde ad esigenza aziendale per individuare, attraverso complessi algoritmi, quelle fasce potenziali di utenti orientate dai loro gusti e stili di vita ad aderire  alle  continue proposte pubblicitarie . In tutto questo, si aggiunge : la ricerca di protagonismo di individui, che per evidenti ragioni culturali, si calano sovente nel ruolo di guide sociali, in grado di offrire modelli alternativi di vita. In modo diverso, il fenomeno della crisi e della disaffezione dai grandi Networks, continua a dilagare. I tempi in cui si assisteva ai documentari della National Geografich, alle trasmissioni interculturali condotte dai Pierangela Father & song, dal giornalismo d'inchiesta, purtroppo appartengono ad una storia che non è solo televisiva, ma anche sociale. Molti anni fa, venne da me una persona molto stimata. Fui colpito dalla sicurezza che riscontravo nelle sue parole, attribuendomi significati troppo positivi, che per la mia natura, non considerai  abbastanza. In realtà mi veniva offerta l'opportunità di prendere parte ad una nota trasmissione televisiva della rete Nazionale. Nonostante le sue insistenze, declinai quell'invito, ritenendo eccessivo il mio coinvolgimento. Del resto ho avuto importanti esperienze di lavoro in campo televisivo a contatto ogni giorno con volti noti a molti telespettatori. In quell'ambiente, così diversificato per le professionalità che operavano, era possibile imbattersi anche con un premio Nobel, quale Rita Levi Montalcino, che ebbi modo di incontrare personalmente. Avevo, però, imparato a conoscere di più il mio perimetro culturale, che mi mostrava, dal confronto, i molti limiti in me riscontrati,   per questo non sufficientemente utili quale contributo, all' interno di una esperienza culturale significativa aperta ad ogni possibile aspettativa . L'uomo di oggi vive per questo lo stordimento, derivante da informazioni che disorientano, solitudini esistenziali che si sedimentano e ricerca di visibilità, per segnalare al resto del mondo, la sua inadeguatezza, rispetto ad un'epoca che è profondamente cambiata e alla sua millenaria tradizione culturale. 


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