Di Luigi Falco
«Nessuna Accademia avrebbe potuto darmi tutto quello che ho scoperto divorando le esposizioni di Parigi, le sue vetrine, i suoi musei... Come una pianta ha bisogno di acqua, così la mia arte aveva bisogno di Parigi» Queste parole sono state espresse da Marc Chagall, un'artista ormai lontano dalla nostra epoca, ma molto più vicino a noi per la sua sensibilità. La sua famiglia, di origini ebraiche, si era trasferita a Vitebsk un piccolo paese della Bielorussia. Sin da piccolo egli avvertiva un'esigenza innata di accostarsi all'arte, di scoprire il suo linguaggio, che gli avrebbe consentito di poter rappresentare il suo mondo interiore, facendo ricorso sia alla fantasia che ai mezzi espressivi che in seguito iniziò ad utilizzare con libertà ed originalità. Inizialmente la sua formazione fu ostacolata dalla sua famiglia, a causa di pregiudizi culturali legati alle origini religiose, da cui essa proveniva. La sua tenacia prevalse sugli ostacoli umani e riuscì ad inserirsi dapprima in una scuola privata, in seguito si trasferì a S. Pietroburgo, là dove, frequentò l'Accademia Russa di Belle Arti. Fu in quel periodo che egli conobbe Léon Bakst, un' artista che gli parlò per la prima volta dell'Europa, quale possibile orizzonte culturale da raggiungere e gli fece conoscere la pittura di Cézanne e di Gauguin. Nonostante il clima politico e culturale in cui visse, riuscì ad affermarsi, divenendo : sia direttore di una scuola d'arte che fondatore di un museo. Iniziò, così, a viaggiare ; Parigi era una delle sue mete che in poco tempo egli avrebbe raggiunto. Quella città l'attrasse molto per il suo fascino, per questo volle recarsi nel famoso quartiere di Montparnasse, luogo molto frequentato dagli artisti di quel tempo, dove anche io, molti anni dopo, non ho potuto fare a meno di visitare . Di questo periodo parigino sono i personaggi che ballano nel cielo, il bizzarro violinista altalenante su case di bambole in miniatura, gli amanti in blu, le sue scene di volo su Vitebsk, i suoi indefinibili individui-fantasmi volatilizzati in cielo. Chagal fu artista longevo e prolifico sul piano artistico, nella sua sterminata produzione si registrano più di diecimila opere tra dipinti, disegni, sculture, acquerelli, illustrazioni di libri, mosaici, vetrate, scenografie e costumi per balletti, opere teatrali ed incisioni. Benché Chagall avesse ricevuto anche una formazione religiosa, come era consuetudine presso ogni famiglia ebraica, egli si definiva con le seguenti parole : Io sono un mistico, io non vado in chiesa o in sinagoga, per me lavorare è pregare.” Si ricorda anche la sua sottile ironia, tanto che, pur avendo incontrato diverse volte Pablo Picasso, un giorno si espresse così su di lui : “ che genio era quel Picasso… un vero peccato che non abbia dipinto nulla.” In realtà, questa " frecciatina" al suo collega pittore francese, scaturiva dal fatto che egli nutriva un certo scetticismo nei confronti del cubismo, di cui Picasso era stato precursore del genere e del movimento che nascerà a Parigi nel 1907. Chagal considerava questo genere pittorico troppo "realista" e attaccato al lato fisico delle cose, mentre lui si sentiva più attratto «dal lato invisibile, quello dello spirito, senza il quale la materia risultava incompleta, privata di questo elemento. Chagall, con la sua vasta produzione, ci insegna che la professione dell'arte non nasce sempre dalla razionalità, dal calcolo, nell'uso degli strumenti che si utilizzano, piuttosto, esiste un mondo nascosto nell'uomo che va esplorato. Talvolta, perché sia possibile connettersi con esso, sono necessarie anche condizioni psicologiche, silenzio acustico, spazi riservati, privi di interferenze, un'area sgombra da ombre, suggestioni negative, perché l'incontro con l'ispirazione portatrice di idee illuminanti , possa essere favorito, l'opera intravista, prima ancora di essere realizzata. Chagall sia con la fantasia che nella vita di lavoro girerà il mondo. Egli ci ha lasciato lavori importanti presenti in alcune istituzioni pubbliche di grande rilievo. La Cattedrale di Metz in Francia, la sinagoga dell’Hadassah-Hebrew University Medical Center di Gerusalemme, l’Edificio delle Nazioni Unite a New York, l’Art Institute of Chicago oltre al mosaico Four Seasons a Chase Tower Plaza sempre a Chicago e grandi Murales per il Lincoln Center a new York. Per l’Opéra di Parigi, egli realizzerà un grande dipinto affollato da angeli, amanti, animali e monumenti parigini. Egli morirà nel 1985, di origini ebraiche, sceglierà di essere sepolto in un cimitero cristiano.
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