Di Luigi Falco
S. Gennaro, Busto reliquiario custodito nel Duomo di Napoli
Sabato 4 Maggio 2024, la Città di Napoli ha vissuto uno dei suoi grandi momenti di coesione sociale, intorno ad una figura simbolo che può essere considerata quella del Santo Martire Gennaro. La sua testimonianza vive forte ancora oggi, attraverso i resti della sua vita biologica, tra cui quello del sangue, segno di fede per i suoi devoti, mistero indecifrato per il mondo scientifico . Come ogni anno, nel primo sabato del mese delle rose, presso la Chiesa Cattedrale, cittadini, autorità, pellegrini ed un gran numero di turisti si radunano nel piazzale antistante al Duomo, mentre una parte di essi decidono di recarsi nella maestosa Cappella interna, annessa al maestoso edificio. In questo Scrigno di arte e fede, sono custodite da millenni le sacre reliquie dell'illustre Patrono di Napoli. Il motivo della grande convocazione è legato ad un fatto straordinario che si ripete tre volte l'anno, che è il prodigioso scioglimento del grumo di sangue del Santo napoletano . la reliquia è stata da sempre accuratamente custodita all'interno di un'ampolla di vetro e da molte generazioni venerata da Papi, Re, Principi e sudditi. Dinanzi all'altare barocco, sovrastato da un'imponente cupola con dei magnifici affreschi del Lanfranco e Domenichino, siedono alcune donne che rivolgono al Santo preghiere ricorrenti nella lingua dialettale, esortandolo a confermare l'atteso prodigio, per alcuni segno di speranza o di oscuro presagio per l'intera Città. Sul lato destro della Cappella, collocato su di un altare, figura un maestoso dipinto del seicento, opera del Ribera, raffigura l'evento del martirio . Mentre cresce l'attesa , giungono le principali autorità civili e militari. Presenti alla cerimonia : l ' Arcivescovo Domenico Battaglia, i vescovi suoi collaboratori, il capitolo Cattedrale, sacerdoti, la nobile deputazione di S. Gennaro, il Sindaco, il Prefetto, i carabinieri in alta uniforme insieme alla banda musicale dell' Arma. Lungo la navata centrale si prepara un corteo che vede protagoniste circa duecento persone, le quali porteranno a spalla pregevoli statue e Busti d'argento raffiguranti più di venti compatroni di Napoli per raggiungere la Basilica di S. Chiara con il reliquiario del Santo protettore. Intanto, tra fede, speranza ed ansia cresce l'attesa per la conferma del miracolo, che purtroppo, come sarà annunciato dai microfoni, non avviene. Tuttavia, non cessa l'entusiasmo, il clima di festa e di ufficialità che si è creato nel corso delle ore. Il programma previsto dovrà essere rispettato. Così dall'area antistante il Duomo, gremita di fedeli e turisti, si snoda uno spettacolare corteo, mentre ai lati dei rispettivivi marciapiedi, le attività di ristorazione servono ai tavoli aperitivi, specialità culinarie partenopee, tra lo sguardo attonito dei molti turisti e l'indifferenza di coloro che registravano un accadimento religioso relegato ad una pura manifestazione di folklore. Sono stati vissuti momenti di grande emozione lungo uno dei tratti più antichi della Città, conosciuto quale il decumano inferiore, dove un tempo c'èrano insediamenti greci e romani. In questo tratto è possibile cogliere la grande anima di Napoli, con tutte le sue contraddizioni. Un pullulare di negozi con i loro esercenti che mostrano articoli con simboli legati alla superstizione ed un figurante in carne, bizzarramente vestito di nero, con cilindro, papillon, cornetti rossi, aggiunti al vestito come accessori, il quale durante le preghiere litaniche dei Santi, ripetute dai fedeli, aggiungeva : " motu proprio" quello di " Sciuscià" il personaggio da lui interpretato. Napoli, oltre a manifestare un forte sentimento religioso associa ad esso una capacità di adattamento culturale, vive così, in modo viscerale, la fede calcistica. Durante la processione, il corteo si è improvvisamente fermato, in alto, c'èra una grande immagine impressa su di un telo, legata ad una corda alle estremità laterali, al centro era visibile l'immagine di Maradona, con la testa contornata da un'aureola. Difronte, in basso, il Busto di S. Gennaro, al centro, c'èra il reliquiario contenente il sangue del Martire napoletano. Due icone, due fedi, due Santità intese quale modello di elezione popolare, quella laica, l'altra cristiana, poste l'una difronte all'altra . Lungo il tratto angusto di via, per la numerevole presenza di persone, si notavano anche delle strane indicazioni che segnalavano la presenza di una cripta dove c èrano dei teschi con le orecchie e stanze adibite per le torture. Per chi conosce Via S. Biagio dei librai sà che essa conduce in due punti dove la fede e la ragione un tempo si sono incontrate nell'esperienza di S. Gennaro dove trovò i suoi natali in un palazzo all'incrocio di S. Gregorio Armeno e quella di Gianbattista Vico, noto filosofo. A Piazza S. Domenico, il simulacro del Santo Patrono riceve l'omaggio dell'incenso da parte della comunità dei monaci, dopo poco si diffonde intorno un applauso, qualcuno, osservando l'ampolla di vetro, ha notato un leggero movimento al suo interno. In prossimità della Basilica di S. Chiara si replicano le soste, questa volta dinanzi al portone di un altro filosofo, quale è stato : Benedetto Croce. Scorgendo verso l'alto lo sguardo, sembrava percepirne la presenza, curvato verso la strada, con i gomiti poggiati sul balcone, i baffi bianchi tirati a punta ai lati della faccia, mentre esclamava : " Non è vero, ma ci credo"! Giunti all'ingresso della storica chiesa francescana, prima di accedere al suo interno per la liturgia finale, c è stata l'ultima lotta tra due forze contrapooste che si sono scontrate : un popolo di credenti che cercava di entrare da una parte ed un numero di turisti che in tutti i modi pretendeva di guadagnare spazio perché attratto da altri itinerari e dall'olezzo proveniente da alcune rosticcerie vicine. Durante la celebrazione, l' Arcivescovo di Napoli ha cercato di spiegare il significato etimologico di processione ricavato dalla circostanza dei numerosi fedeli con quello della vita cristiana che ha quale obiettivo quello di rendere possibile un incontro con l'oggetto della propria ricerca. Poco dopo il Santo si " commuove" e concede nuovamente la sua grazia, la cui notizia sarà ufficialmente annunciata ed accolta con tripudio all'interno di una Basilica gremita di persone e diffusa nel mondo dai principali giornali e Networks televisivi.
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