Il primo Museo di storia antica Irpino e fucina culturale dal XVII al XIX Sec.

Pubblicato il 20 luglio 2024 alle ore 00:38

 Di Luigi Falco 

 

Esiste nell'area di confine tra la provincia Irpina e quella napoletana una valle visibile dal tratto stradale A16, una località un tempo denominata " Valle Munianense". Qui, sorge la nota Città Campana di Mugnano del Cardinale conosciuta nel mondo, sia per ragioni religiose che commerciali. Circondata da monti e valli è stata in passato protagonista di vicende storiche che la segnalano ancora oggi per le sue testimonianze archeologiche e per l'opera umana e culturale svolta da alcuni uomini eminenti della sua terra, in soccorso delle passate generazioni. Questa località, costituita da un centro storico sorto lungo un declivio collinare, si è espansa con il tempo con l' incremento dell'attività urbanistica e la nascita di nuove attività produttive e commerciali. Originariamente essa era abitata da umili pastori, agricoltori, boscaioli ed artigiani. Per la sua conformazione geografica, questa, località è stata considerata da coloro che erano soliti attraversarla : tra le vie di passaggio più sicure, che dall'antichità sino ad oggi, collega nord e sud Italia . Queste condizioni di sicurezza derivavano sia dal centro abitato che dai monti e colline vicini, un tempo poco accessibili per la folta vegetazione. Il suo territorio fu molto apprezzato dalle popolazioni antiche, soprattutto dal flusso dei viandanti che dalle loro brevi soste, con il tempo decisero di abitarlo. Molto probabilmente tra questi ci furono greci di origine calcidese, gli Osci, gli Etruschi e non mancarono i romani. A poca distanza dal centro abitato esiste la collina del Litto, un tempo Lydus, località panoramica, centro strategico e religioso nei periodi di occupazione greco - romana. Infatti, in questo sito sono stati rinvenuti reperti archeologici importanti tra cui resti di un tempio dedicato alla divinità Cibele, che mutuava quello situato sul Partenio, introdotto dai greci provenienti da Cuma che conquistarono Nola e la vicina cittadina di Avella. Dalla metà del 1600 il piccolo borgo di Mugnano iniziò ad affermarsi quale importante centro culturale ad opera di un sacerdote napoletano, P. Michele Trabucco. Uomo saggio, umile, colto, si distinse molto presto tra la popolazione locale che cercava continuamente una figura carismatica che avesse potuto aiutarla nell'opera di riscatto, dopo le durissime prove a cui era stata sottoposta sino a quel tempo. Infatti, egli s'impegnò notevolmente sia nell'offrire una formazione culturale necessaria a coloro i quali accorrevano a lui che il soccorso materiale a quelle  famiglie particolarmente indigenti. Il suo lavoro iniziò a dare i primi risultati. Emersero figure che si distinsero per la qualità della loro intelligenza, come P. Luca De Gennaro, P. Pasquale Bianchi, il vero scopritore del Cippus Abellanus, di cui faremo cenno più avanti ed altri autorevoli testimoni di quel tempo. Furono essi ad attestare che, non di rado, l'area circoscritta alla collina del Litto, si rivelava uno scrigno di tesori nascosti che venivano riportati alla luce attraverso scavi occasionali. Il materiale variava, c'erano sepolcri laterizi, all'interno dei quali erano visibili scheletri, monete, idoli, fibule, anelli ed altri oggetti non meglio identificati. Il Bianchi come il Vetrani, entrambi religiosi, riportarono in una distinta monografia una dettagliata descrizione di questo materiale e di alcune lapidi di epoca romana purtroppo, oggi, non più reperibili. Per ritornare alla " Valle Munianense", a partire da uno dei suoi periodi più critici per tutta la sua Comunità civile, bisogna soffermarsi sulle vicende più funeste che si scatenarono intorno al 1600, ai principali protagonisti che contribuirono al suo riscatto sociale e alla sua graduale affermazione culturale. La popolazione era abbandonata a sé stessa, povertà, miseria, ignoranza, criminalità dilagavano. Le cause erano legate al Governo centrale che a Napoli era rappresentato dai viceré spagnoli. Una politica fiscale iniqua, aveva condotto al lastrico molte famiglie, in larga parte di umili condizioni. La Chiesa si era chiusa nel suo formalismo, impotente, difronte ad ogni azione di denuncia o soccorso . Iniziò, così, il fenomeno del brigantaggio, da alcuni condiviso quale mezzo di riscatto da una condizione di schiavitù favorita da un governo insensibile alle politiche sociali. Altri, più timorosi, in ossequio ai valori religiosi a cui si era ispirata la loro formazione culturale e di fede, preferirono aggregarsi in confraternite , ma pur ricercando attraverso altre vie rimedi per affrontare situazioni di ingiustizia e di indigenza che non sfuggivano dalla loro attenzione quotidiana. Da ciò si sviluppò come reazione collettiva, una sorta di psicologia sociale molto reattiva , che in alcuni tratti distintivi, accomunava persone singole ed interi nuclei familiari. Più avanti, D. Francesco De Lucia, da pastore di anime, confermò questa analisi attraverso un suo scritto compreso nelle sue memorie, indicando : l' irascibilità e la mancanza di equilibrio diffusi nelle relazioni sociali particolarmente presenti nella sua comunità di origine. Il ' 600, per la Città di Napoli e d'intorni, fu un secolo che tolse ogni margine di speranza coltivato : pestilenze, epidemie, calamità naturali, eruzioni del Vesuvio decimarono a Mugnano gran parte della sua popolazione. Ai pochi superstiti di quella immane tragedia apocalittica, non restò altro che abbracciare : miseria e rassegnazione. In questo contesto Padre Michele Trabucco iniziò un'opera importante che riguardò in parte il restauro di una vecchia costruzione con chiesa annessa.  Quest'ultima risalente al VI sec. d. c. Egli riuscì a realizzare un oratorio di circa 200 ragazzi, in parte provenienti da alcuni Comuni limitrofi. Il livello culturale iniziò ad elevarsi sensibilmente. Costituí una nuova Congregazione che iniziò a distinguersi per la preparazione e l'opera sociale che riusciva a svolgere con molta efficacia in territori particolarmente difficili. Vescovi, Cardinali giunsero a Mugnano per chiedere supporto nelle loro Diocesi. Tra Questi ci fu il Cardinale Orsini di Benevento che in seguito fu eletto Papa con il nome di Benedetto XIII. Tra i seguaci di Padre Trabucco ci furono alcuni considerati l'orgoglio del clero nolano. Con la fama di questo Istituto, nasceva al suo interno, nel primo periodo del 700 una biblioteca nutrita da collezioni di volumi sempre nuovi insieme ad un Museo archeologico con i reperti rinvenuti intorno al nucleo abitato, considerato in quel tempo il più noto della Campania. Infatti il Museo di Napoli fu innaugurato solo nel 1816 mentre quello di Avellino sorse nel 1934. A differenza di questi due centri considerati il frutto di una ricca collezione di famiglia, il museo di Mugnano aveva alle spalle un gruppo di ricerca che univa alla custodia degli antichi reperti : lo studio delle lingue, della storia ed arte antiche. Tra questi ci furono il Padre Luca De Gennaro, Padre Pasquale Bianchi, Padre Antonio Vetrani. Il Bianchi fu considerato uno dei piu dotti del suo tempo, fu prescelto per pronunciare il discorso per l'inaugurazione del Seminario di Nola, opera del Vanvitelli avvenuta il 19 settembre 1754. Fu studiosissimo di antichità, considerato uno dei più insigni archeologi del mezzogiorno. Fu lui a scoprire nel 1745 il Cippus Abellanus. Infatti, trovandosi ad Avella a predicare nella Quaresima di quell'anno, notò, passando nei pressi di una abitazione la soglia d'ingresso costituita da  una pietra che riportava sull'intera superficie dei caratteri di scrittura che seppe riconoscere. Così, scrisse una relazione al Vescovo, che si interessò di contattare il Primicerio della Collegiata di Avella, perché mediasse per ottenerla dal proprietario ed in seguito trasferita nel  Seminario per il suo valore storico. Padre Antonio Vetrani, originario di Baiano, paese confinante, è da considerarsi un altro gioiello di famiglia. Egli era teologo, storico, poeta, archeologo, latinista, Grecista, fu nominato dal Vescovo Direttore dell'Ateneo Nolano. Ricordava a memoria tutte le opere in greco di Omero. Il grande archeologo Michele Arcangelo Lupoli che stimava molto il Vetrani, venne appositamente a Mugnano per conoscerlo.

 


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