Panem et circenses : vizi e virtù nella vita sociale e politica dell'antica Roma

Pubblicato il 30 maggio 2024 alle ore 12:50

 Luigi Falco 

 

Giovenale, antico poeta e scrittore di epoca romana, sosteneva che l'unica forma letteraria in grado di denunciare al meglio la corruzione dell'umanità a lui contemporanea, fosse quella della satira. In uno dei suoi componimenti, il X, egli formulò l'espressione celebre : Panem et circenses ed invocava l'aiuto degli dei per ottenere da essi, " mens sana in corpore sano". Ma, quale è la traduzione letteraria di questa espressione, quale invece il senso? Le due parole indicano da una parte il pane o cibo, dall'altra i giochi, il divertimento gratuito. In senso lato l'offerta di cibo, associata al divertimento può essere considerata in un contesto politico una chiara forma di strumentalizzazione delle masse, soprattutto quelle meno ambienti, per ottenere in seguito benefici derivanti da un suffragio elettorale. Spesso, scendevano in campo anche i magistrati che ambivano alla carriera. Mentre la plebe, tra teatri ed anfiteatri tra vaghe promesse e divertimento assicurato, poteva in questo modo avvalersi di qualche diritto che nella vita civile veniva loro negato. Più avanti, durante il periodo Borbonico entrò in uso un'altra espressione alternativa alla precedente : feste, farina e forca. Questi mezzi indicano, inoltre, una sorta di compromesso per ottenere scarsi benefici da parte di alcuni e dall'altra possibilità di imboccare una strada aperta verso la scalata politica. La vita sociale dei romani, come quella dei suoi imperatori che si sono succeduti, non brillava di virtù. Un altro scrittore latino, Svetonio, responsabile dell'archivio Imperiale, ricuperò fonti di prina mano sui dieci imperatori che ressero il potere che abbracciava l'arco del I°sec. e quello successivo. Tra le informazioni riportate nei vari documenti, c èrano diversi aneddoti, in cui tra vizi ed incoerenze di scelta, gli uomini più in vista di quel tempo non erano esenti da vizi legati alla sfera morale e politica. Nell'antica città romana di Pompei, chiaro esempio della mentalità sociale romana, esistono molte testimonianze che raccontano attraverso oggetti e dipinti murali diffusi nella cittadella Archeologica, le abitudini più diffuse all'interno di alcuni ceti sociali. Oltre ai giochi gladiatori, alle lotte tra animali, a cui i pompeani assistevano, c'èra un uso diffuso di fumare la pipa da parte delle donne aristocrstiche, sicuramente non poteva trattarsi delle piante oppiacee giunte in Europa dall'America dopo la sua scoperta. In qualche altro dipinto è possibile notare una partita di gioco d'azzardo, utilizzando dei semplici dadi. A tavolino si decideva il destino dei propri averi. Mentre un patrizio puntava 100 sesterzi nel turno di gioco, si negava una tunica decente per qualche servitore infreddolito. Da un punto di vista sessuale, I romani non erano molto inibiti, dagli affreschi di Pompei, ben conservati ancora oggi, è possibile notare scene vive in cui è possibile notare l'attività performante dei corpi che si avviluppano tra loro tra passioni amorose e trionfo dei sensi. Nelle strade, nelle case non mancavano altari votivi, dedicati agli organi riproduttivi, in cui veniva offerto incenso e preghiere per propiziare una vita più feconda e soddisfacente. L'evoluzione del termine " Panem et circenses" si è arricchita con il tempo di altre similitudini. Un esempio molto comune è quello di "prendere per la gola una persona" in questo, la donna ha sempre mostrato buone attitudini e capacità nei confronti del proprio marito. Resta, tuttavia, un compromesso, come la mamma, che per indurre il proprio figlio a rispettare i suoi doveri, promette in cambio dosi di libertà e di specialità zuccherine. Chi, in tempi recenti, non ha preso parte ad un pranzo di lavoro o politico? Non è una battuta, io ho potuto fare tali esperienze. Ricordo anni addietro, ci fu un importante incontro al vertice in occasione del G7, si stabili che la location doveva essere quella di Napoli. Presso la Reggia di Caserta, invece, venne organizzato il pranzo riservato ai Premier dei principali Stati membri europei. Conobbi, tempo dopo, una persona molto vicina allo staff, per quanto le portate, previste da menù, erano molto raffinate, ciò non coincideva con il grande appetito che alcuni di loro nascondevano sotto l'abito di gala previsto dal protocollo. Così, terminata la serata, alcuni volti noti della politica, si recarono in giro alla ricerca di trattorie, dove il food italiano veniva preparato ed offerto senza tanti formalismi e misura di piatto . Oggi, in modo più accurato, nell'ambito politico gli esperti hanno studiato che un pranzo o cena di lavoro predispongono I partecipanti a determinare più facilmente le decisioni che dovranno essere concordate. Ci sono ancora altri strumenti utilizzati oggi giorno dalla politica, sono i Networks, la stampa che hanno tutti una matrice politica ed ideologica comune, con il chiaro intendidimento di condizionare la pubblica opinione, con scelte già determinate nelle rispettive sedi di partito. A questo si aggiunge una politica sussidiaria, attuata con chiari fini strumentali, ma poco sicura, per garantire dei mezzi di sostegno soprattutto alle classi più svantaggiate. Di recente ho acquistato un libro di un noto archeologo contemporaneo Enrico Benelli - Vita segreta degli antichi Romani, che mi permetto di suggerire, il quale ha condotto degli studi sulle consuetudini diffuse nell'antica Roma, dove sembra che d'allora ad oggi, l'umanità non sia molto cambiata. Tra i temi di degrado morali trattati, ci sono i vizi e le virtù, le facce di bronzo che popolano il mondo della politica, la ricerca per le arti divinatorie, gli adulatori e le malelingue.


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