Via Nazionale delle Puglie, un tratto di strada lungo quanto le sue origini, tra note d'interesse e curiosità popolari.

Pubblicato il 22 luglio 2024 alle ore 00:14

Di Luigi Falco 

Mugnano del Cardinale (AV) Foto d'epoca 

 

Nell'area confinante tra le due province di Napoli ed Avellino, si snoda la Reale Via Carlo III, sorta sotto il governo dell' omonimo regnante, che in seguito assunse il nome di Via Nazionale delle Puglie. Prima della realizzazione dell'autostrada A16, direzione Napoli - Bari, il cui tratto procede parallelo alla strada sopra menzionata, l' unico asse viario interno che in passato collegava Nord e Sud Italia più conosciuto da molti viaggiatori era questo. Nel 1757 ebbero inizio i lavori che riguardarono il suo ampliamento, in quello stesso anno fu innaugurata dal Re Carlo, che d'allora iniziò a percorrerla più frequentemente, per prendere parte alle battute di caccia presso Bovino, località delle Puglie. Quest'opera diede una svolta anche a quei Comuni segnati al loro interno da quella striscia di via divenuta più agevole per la sua percorribilità. Infatti, l'utenza che si dirigeva lungo quella strada, era rappresentata da ogni ceto sociale e provenienza. Oltre alla facilità dei contatti che si potevano realizzare tra le diverse Comunità, poste lungo quella traiettoria, si registrò un notevole sviluppo edilizio e delle attività commerciali. Tra le località, segnalate nella storia del regno di Napoli, c'è quella di Mugnano. Questo luogo rispose positivamente agli stimoli derivanti dal fenomeno di affluenza che si registravano nel suo territorio con la richiesta di servizi e prodotti della sua attività agricola, artigianale associati a quella della ristorazione offerti agli occasionali viaggiatori. Infatti, le cronache del tempo riferiscono che dal 1620 al 1649 in poi, sorsero molte osterie, alcune di esse divennero anche famose. Si resero necessari lavori infrastrutturali, furono restaurati ponti, canalizzati corsi d'acqua, riparati fondi demaniali e quelli privati, costruite fontane pubbliche, così che le terre furono meno esposte alle alluvioni. Infine si affrontò anche il problema della sicurezza pubblica perché queste contrade erano infestate da ladroni e rendevano la vita più difficile anche alle attività commerciali. L' ampliamento di questa strada, incrementò la costruzione edilizia nei rispettivi lati, soprattutto alle due estremità. Nel Rione Archi alcune famiglie gentilizie per sottolineare il loro status simbol si affidarono ad importanti architetti, un esempio è l'imponente palazzo Vanvitelliano del De Lucia ancora oggi visibile dalla strada. Si passò così da modelli di costruzione convenzionali a dei veri progetti in cui la linea architettonica del disegno riprendeva ogni particolare che interessava sia  le parti strutturali, che  quelle decorative. La suddivisione dei vani interni prevedeva un' area di rappresentanza in prossimità dei balconi che si affacciavano sulla   strada principale , tra quelli più interni, in cui si svolgeva la vita quotidiana. All'inizio del paese, dove ancora oggi è possibile notare un'antica Chiesa dedicata al Vescovo S. Liberatore, sorse un tempo un borgo sul modello medioevale, cioè un raggruppamento di case che aveva come riferimento il luogo simbolo per l'esperienza di fede dei vicini abitatori. A poca distanza da questo edificio sacro, esistono due realtà costruttive che in passato furono considerate espressioni diverse di potere. La prima è rappresentata dal Palazzo Doria, un tempo considerata principesca. Fu fatta costruire verso la metà del settecento dalla Duchessa Maria Giovanna Doria del Carretto di Avella nel feudo di Mugnano che in seguito fu venduto alla famiglia degli Scillati. La Duchessa riservò per sé solo il palazzo dove ella era solito recarsi una volta l'anno in occasione della festa dell'Ascensione. Si racconta che in tale occasione, la nobil donna, con un nutrito seguito di armigeri e servitù, raggiungeva in gran pompa la località di Mugnano per prendere parte ad una solenne liturgia che si svolgeva nella Chiesa Parrocchiale, per poi entrare nel suo palazzo e trascorrervi l 'intera giornata in festa e bagordi. Era consuetudine in tale circostanza rilasciare in libertà alcuni detenuti custoditi in un luogo poco distante, qualsiasi delitto avessero commesso. Ciò faceva crescere tra gli abitanti del posto un diffuso senso di  inquietudine. L'anno successivo, nella vigilia della festa, I Mugnanesi, ritennero di risolvere la questione trasferendo a Monteforte i suddetti malviventi. L 'altro edificio è il palazzo denominato il " Procaccia". Si trova sul lato destro in corrispondenza del campanile della chiesa. In passato ebbe diverse destinazioni d' uso, tra le più importanti per il Regno fu quella di essere considerata una barriera per il dazio, ufficio postale. Qui sostavano tutta la notte le vetture, scortate da squadroni di gendarmi, cariche di denaro raccolto dai contribuenti di tutte le province del regno di Napoli. Questa Via è inoltre ricordata per un episodio avvenuto nel 1741 cioè in occasione di un patto di pace che fu firmato tra Carlo III ed il Gran Visir del Regno Ottomano. Quest'ultimo, per mostrare la sua benevolenza, inviò al re partenopeo un'ambasciata con ricchi doni, tra questi un elefante sbarcato da Brindisi che passò per questa via suscitando lo stupore degli abitanti locali. Attraverso questa via giunsero a Mugnano personaggi illustri della Chiesa, principi e Re. Tra questi ci furono i membri della Casa reale di Napoli, il Papa Pio IX, il Cardinale Orsini che divenne Papa con il nome di Benedetto XIII, il Cardinale Gioacchino Pecci che divenne Papa Leone XIII, Bartolo Longo, il Cardinale D'Avanzo, la Regina Maria Cristina di Savoia, proclamata Beata dalla Chiesa ed altri personaggi noti ancora oggi. 


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