Di Luigi Falco
Area collinare di Schiava inserita nei Comuni di Tufino e Casamarciano.
La Bassa Irpinia, oggi propriamente definita, in passato era considerata una particella di quella Campania Felix, che agli occhi degli antichi romani, appariva un grande paradiso terrestre per la varietà morfologica del suo territorio e specie naturali. In questa area particolare, il ritrovamento di nuclei abitativi, tra cui ville gentilizie ed innumerevoli oggetti di uso comune, attestano la scelta operata da alcuni popoli di fissare su questa linea di confine il luogo ideale in cui poter dimorare. Da Mugnano ad Avella ai paesi circostanti, per giungere in pochissimo tempo nel territorio appartenente alla provincia napoletana, esistono i Comuni di Rocca, Tufino, Casamarciano ed alcune frazioni legate ad essi, quale è la località di Schiava. Prima di entrare in merito ad una questione che sarà qui sollevata, che interpella la coscienza pubblica e la mancanza d'intervento da parte dello Stato, è opportuno compiere una piccola digressione storica, per capire l'importanza ed il valore che avevano una volta questi territori. In primo luogo essi erano caratterizzati per la salubrità dell'aria, per le loro sorgenti naturali, per la fertilità dei loro terreni, per l'inestimabile patrimonio boschivo. Ecologia, economia ed imprenditoria trovavano una diretta applicazione sul piano pratico che avevano una ricaduta positiva sulle singole attività produttive, soprattutto dove il rispetto dei principi etici e la salvaguardia dell' ambiente erano posti a fondamento degli obiettivi comuni che si intendevano perseguire. Nonostante io abbia sempre mantenuto una distanza dalla " cultura del campanile" e rivolto lo sguardo proiettato verso l'orizzonte, la situazione storica e politica attuale ci impone di aderire ad una visione globalista, eurocentrica, sempre più condizionata da decisioni rispondenti alle logiche dei poteri forti che tendono a favorire lo sradicamento dalle nostre più consolidate origini culturali. Il tema del " Green" appare sempre più controverso sul piano scientifico, di riflesso sono i provvedimenti politici adottati, condizionati da quelle lobbys che a diverso titolo rappresentano realtà imprenditoriali e interessi diversificati. Pensiamo al comparto automobilistico, che più di tutti ha risentito di scelte che hanno condizionato il mercato dei consumatori, divisi nella scelta di mezzi alimentati da fonti di energia alternativa da quelli tradizionali. Esiste all'interno di queste realtà di lavoro : una forte lotta competitiva, sostenuta persino dai singoli Stati, i quali caricando di tasse il costo del greggio, contribuiscono all'innalzamento del prezzo del suo consumo, così che alla fine le scelte di mercato vengono più facilmente orientate nell'ottica dei loro progetti d'investimento. Ciò avviene anche nel settore edilizio, dove, per le stesse ragioni e senza criteri scientifici, si pretende la coibentazione di tutte le case con materiali che si sono già rivelati pericolosi. Si pensi ad esempio ad un centro storico, nel caso specifico quello di Matera, caratterizzato da edifici costituiti da materiale autoctono, da tecniche costruttive secolari che rendono per questo unico il centro abitato, ma ricoperto da pannelli isolanti, con i tetti a spiovente tappezzati da strutture per la cattura di energia solare, nell'area circostante, in luogo di una folta vegetazione, l'installazione di svettanti alberi bianchi con delle enormi pale eoliche per completare il capolavoro ingegneristico. In tutto questo continuano ad evidenziarsi le enormi contraddizioni che esistono all'interno di quel mondo che si vuole disciplinato da regole, ma che continua ad apparire sotto gli occhi di tutti sovvertito da coloro che le hanno imposte. Chi può quantificare il tasso di CO2 che si produce H24 con il traffico aereo, navale, civile e militare che continua a rivelarsi una fonte di inquinamento per tutto il globo terrestre? Intanto gli ambientalisti ci hanno mostrato più volte la deforestazione dell'Amazzonia da parte di società senza scrupolo, azione che ha sempre indignato la pubblica opinione internazionale. Da questo quadro desolante ritorniamo nell' area in questione, molto più vicina a noi e da tempo esposta al fenomeno del degrado ed inquinamento ambientale, localizzata su quella linea di confine che separa territorialmente la provincia di Avellino da quella di Napoli. Questo è diventato un punto assai nevralgico per ciò che riguarda il tema ambientale, perché risulta ancora assente una coscienza critica comune sulla necessità di affrontare tale problema in un'ottica generale. Eppure, per altre scelte politiche, non è stato difficile, per alcuni Comuni consorziarsi, per trarne altri benefici. Prima di scendere sul luogo del " delitto", vorrei ancora una volta compiere un piccolo viaggio nella storia. Benché non sono di Mugnano, mi piace soffermarmi su alcuni aspetti positivi di questa realtà rurale, mi riferisco soprattutto alla sua storiografia. A differenza dei Comuni limitrofi, in cui si tende a sottolineare con una certa enfasi : imprese epiche, momenti di gloria, ma a vantaggio dei loro originari colonizzatori, nelle memorie di questo paese, a ridosso dell'Appennino Campano, ho trovato la schiettezza di chi deve parlare di sé stesso, rivelando senza alcuna reticenza sia i pregi che i difetti che lo caratterizzano. La Città di Mugnano a ben guardare dalle cronache ha un passato molto tormentoso, non solo sotto il profilo sociale, economico, ma anche morale. Ciononostante, questo popolo ha lottato molto per il suo riscatto. Infatti, mentre il paese vicino di Avella, da cui Mugnano dipendeva, ha sempre rivestito un ruolo politico inteso in un'ottica feudale , Mugnano è riuscito con il tempo a diventare un riferimento per molti, soprattutto per chi era interessato ad ottenere una crescita morale, culturale e spirituale. Inoltre, un'altra sua caratteristica fu di avere una forza lavoro che seppe esprimersi nella valorizzazione di ogni sua risorsa produttiva nel rispetto dell'ambiente ed affermandosi come un polo commerciale importante nel Regno di Napoli. Con l'ampliamento della Regia Via Carlo III, avvenuto nel 1757, fu possibile stabilire un contatto tra la realtà produttiva locale con l'utenza diversificata che transitava lungo questa via. Da una cronaca del tempo riporto quanto segue : " - Ne ebbe incremento anche l'industria agricola, di che il nostro paese era particolarmente ricco : i monti, per le folte ed annose selve di castagni, faggi, olmi e querce, per i verdi ed estesi pascoli, per la caccia e per l'abbondante produzione di fragole e di funghi pregiatissimi : i colli per gli ulivi, le viti e le nocciole ; il piano per i cereali, gli ortaggi e specialmente, per le frutta squisite di ogni specie. D' onde le eccellenti produzioni di vini, grano, legumi, formaggi e carni sufficientissime per il consumo del paese ; e legname, carboni e castagne, nocciole, salami e frutta, per la esportazione. La maggiore quantità di legname prescelto per la costruzione delle navi ordinate da Carlo III, quando nel 1735 ebbe fondato l'istituto Nautico Napolitano, venne tagliata dai nostri monti e dai limitrofi ". Più avanti, verso la linea di confine, dopo Avella, ci sono due località, quella di Tufino e Casamarciano. Ad entrambe appartiene la frazione di Schiava. Anche qui, un tempo era considerato luogo ameno scelto dalle popolazioni antiche che si insediarono con le loro ricche dimore. Infatti, durante alcune operazioni di scavo, sono stati riportati alla luce importanti reperti archeologici. Nel 1700 fu costruito il Palazzo appartenuto alla nobile famiglia Mastrilli, circondato da più di 10 ettari di terreno. Nell'area antistante, c'èrano circa 4 ettari di terreno, interamente coltivati da rose, fiori, piante ornamentali di ogni specie. La sintesi descrittiva di questo quadro, purtroppo si ribalta con una situazione molto diversa che si è prodotta in queste aree in tempi successivi. La realizzazione della strada A16 ha interamente distrutto molti di quei terreni sopra menzionati. L' affiancamento con la vicina strada Via Nazionale delle Puglie ha incrementato il traffico veicolare, facendo aumentare il tasso di inquinamento che ormai non risparmia nessun territorio attraversato da queste arterie viarie. Ma il problema più inquietante che si pone per questa area di confine e per gli abitanti più prossimi ad essa , sono le cave estrattive. Nella foto in alto si può avere un'idea del delitto ambientale che è stato attuato, di fronte al quale, chiunque passa, continua a ritenere che a confronto con la foresta Amazzonica, possa considerarsi un piccolo graffio che può essere facilmente risanato. Mentre ci sono realtà culturali che continuano a fare richiesta per ottenere certificazioni dall'UNESCO, per molto meno, qui esiste realmente un patrimonio geologico inserito nella mappa globale del pianeta, sia per la sua morfologia orografica, che per la sua storia naturale. Eppure questa enorme collina, che per secoli ha dispensato gratuitamente ossigeno puro, ha rappresentato una fonte di ricchezza per i residenti, a motivo delle attività boschive ed agricole che si svolgevano all'interno dei loro territori. Inoltre, lungo il suo declivio, sono stati coltivati : frutti e fiori di ogni specie, che resteranno nel ricordo di quei pochi superstiti che ne tramandano la memoria. Con grande rammarico, assistiamo ogni giorno alla sua inesorabile erosione che ha portato con sé anche diverse vite umane. Dulcis in fundo, come se non bastasse, a siglare questo scempio a cielo aperto, ci ha pensato il governo regionale, facendo sorgere in quei terreni un grande sversatoio di rifiuti, che ogni giorno vengono portati a tonnellate da pesanti automezzi , contribuendo in tal modo all'inquinamemento del suolo e dell' aria circostante. Non di meno si può dire per l'altra collina situata a pochi chilometri nel Comune di Sperone. Nonostante le proteste dei cittadini e dei loro rappresentanti istituzionali, per far cessare questa consuetudine, ormai passivamente accettata , lo Stato rimane inerte di fronte a tutto questo ; la giustizia chiamata più volte in causa, per far prevalere i valori della legalità, che sono ancora radicati nell'attuale cultura sociale, ricapitola con sentenze a favore di quei soggetti ritenuti responsabili e più volte incriminati. Il Governo italiano, infine, procede con le sue politiche Green, noi attoniti, continuiamo a sognare ad occhi aperti, immaginando un mondo edulcorato, in mezzo al quale figura : la mitica " Alice nel suo bel paese delle meraviglie".
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