Di Luigi Falco
Pio IX è stato da sempre considerato sul piano storico : una figura molto controversa che, per ragioni politiche, ha visto persino diviso al suo 'interno il mondo cattolico. È pur vero che i tempi in cui resse la Chiesa erano ancora prematuri per giungere ad un dibattito di approfondimento sulla questione unitaria nazionale, che avrebbe dovuto accorpare regioni tra loro ancora divise e quei territori sottomessi alla giurisdizione pontificia. Tutto questo portò il giovane Pontefice ad assumere un'atteggiamento di eccessiva prudenza, soprattutto là dove l'esaltazione dell'ideale risorgimentale, dopo le parole, non escludeva il ricorso all'affronto ed ai bagni di sangue. Ci sono state due occasioni che mi hanno permesso d'incrociarmi idealmente con questo Papa vissuto lontano dal mio tempo, la prima riguarda una visita che ho potuto effettuare il mese di giugno scorso presso il Palazzo del Quirinale a Roma. Infatti, da qui, la notte del 24 novembre 1848, travestito da prete comune, si diresse verso Gaeta, in esilio volontario. Alcuni mesi dopo, il 5 febbraio 1849 un'assemblea costituente proclama la Repubblica romana e si comincia a preparare la stesura per una nuova costituzione. Il mese successivo, fa il suo ingresso a Roma, Giuseppe Mazzini, che venne accolto trionfalmente. In Campania, invece, Pio IX sotto la protezione del Re Ferdinando II di Borbone, ricevette ospitalità, onori, calore da ogni parte in ogni paese da lui visitato. Chi volesse farsi un'idea del racconto particolareggiato, riferito agli itinerari di viaggio intrapresi nelle principali città Campane da parte di questo Pontefice, potrà consultare alcune versioni di stampa esistenti, la più antica risale al 1850 ed è stata curata dal Cav. Stanislao D'Aloe presente nelle migliori biblioteche d'Italia e d'Europa. La seconda occasione risale agli anni 2000, quando seppi che la Chiesa, attraverso i suoi dicasteri, era impegnata nel lavoro conclusivo del processo che di lì a poco, per altri motivi, avrebbe elevato agli onori degli altari la figura di Pio IX. Così, decisi di prendere contatto con la Diocesi di Senigallia, nelle Marche, dove era partita l'iniziativa canonica, per la rivalutazione morale e spirituale di uno tra i suoi figli più illustri. Inviai alcune notizie circoscritte alla visita che Pio IX effettuò presso il Santuario di Mugnano e nella vicina città di Nola. Trascorse del tempo, pensai che non avessero dato tanto peso alla mia iniziativa epistolare, forse ritenuta inadeguata rispetto agli obiettivi a cui tendeva la linea del processo. Un giorno bussò il campanello di casa, mi affacciai, era il postino. C'èra una lettera importante per me da ritirare, proveniva da Palazzo Mastai di Sinigallia. La lessi attentamente, mentre in me si alternavano sensazioni di incredulità e stupore. Riporto qui alcuni passaggi : " I'll. mo Sig. Ho ricevuto la sua bella relazione legata alla memoria del Venerabile quand'era in esilio a Portici.... La ringrazio anche perché mi ricorda due città a me care : Avella e Nola intimamente unite alla vita e all'opera di S. Paolino da Nola, del quale ho tradotto i carmi e scritto la vita, dato che San Paolino da Nola è stato eletto anche protettore di Sinigallia : il 4 Maggio 1271 in ricordo del nostro primo Vescovo San Paolino (V sec.) del quale abbiamo perduto, con la discesa dei barbari, ogni vestigio e memoria storica... ( Dev. mo Mons. Angelo Mencucci). Colsi l'occasione per realizzare una copia di questo documento per farne omaggio al Rettore del Santuario, il quale volle custodirla all'interno del suo archivio storico. Compiendo uno sforzo di sintesi, cercherò di illustrare quel memorabile evento del 7 novembre del 1849. La cronaca del tempo riferisce : " Erano le 9,30, già tutto era pronto per il ricevimento, un gran numero di giovanetti, con ramoscelli d'olivo, erano schierati in due ali lungo lo stradone ; sulla scala del tempio, ricoperta di un gran tappeto, il Marchese del Vasto, in gran tenuta, con Suor Concetta Attanasio, umile in tanta gloria, e con tutte le autorità del Comune e del Circondario ; sulla soglia il Capitolo Nolano ed il clero Mugnanese, circa 40, con a capo il Vescovo di Nola Mons. Pasca, tutti in cappa magna. Quando, verso le 9,40 furono uditi dalla Via Regia i primi squilli di tromba, e fu visto venir su per lo stradone, al gran galoppo, tra nuvoli di polvere, uno squadrone di cavalleria, scortante la carrozza reale. Evviva generali e suono di campane a distesa e di fanfare, accolsero la famiglia reale, che, smontata si fermò anch'essa con tutta la Corte sul limite della Chiesa ad aspettarvi il Papa. Di lì a venti minuti furono uditi nuovi e più sonori squilli di trombe e per lo stradone fu visto irrompere il Corteo Pontificio, scortato da più squadroni di cavalleria, seguiva la carrozza del Cardinale di Stato Antonelli. Il Sommo Pontefice, giovinilmente sorridente, benediceva. Dalla via, dalle finestre, dai tetti, dagli alberi, dal campanile era un frastuono di evviva. Il Papa giunto presso la scalinata della Chiesa, fu accolto dal Re Ferdinando II e dalla sua consorte la Regina Maria Teresa D'Austria, dai principi, famiglie altolocate, dal Vescovo Pasca, dal Capitolo Nolano, sacerdoti e religiosi ". Il Papa fu introdotto in chiesa, accolto da un coro di voci bianche che intonava : " Ecce Sacerdos Magnus". Dinanzi all'altare di S. Filomena erano stati collocati tre inginocchiatoi dorati, quello centrale era riservato al Papa, mentre i laterali alla famiglia reale. Poco dopo ebbe inizio una concelebrazione presso l'altare della Santa Martire, al termine della quale Mons. Pasca, Vescovo Diocesano, presentò alla sacra venerazione del Papa e dei Reali l'ampolla contenente il sangue di S. Filomena che essi baciarono commossi. All'esterno c èra una gran folla in ogni angolo, fu stimato un numero di circa 50 mila persone provenienti da Napoli e da tutti i paesi limitrofi. Ma la Curia nolana non voleva essere da meno per si tanta degnazione ricevuta, così fece di tutto, per far deviare il Corteo Papale verso Nola, dove giunse in Piazza Duomo, accolto dalle autorità cittadine, dai membri del capitolo Cattedrale che aveva quale suo decano Mons. Bartolomeo D' Avanzo, futuro Cardinale, il quale, a nome di tutti, diede il suo ben venuto al Sommo Pontefice. Dopo raggiunsero l'altare maggiore, dove il Vescovo impartí sui gli ospiti illustri la benedizione eucaristica. Usciti dalla Cattedrale, si formò un corteo che si diresse verso il palazzo Vescovile, all'interno del salone d'ingresso era stato preparato un trono per il Pontefice e là, come era consuetudine in quel tempo, i convenuti si accostarono a Lui per il bacio del piede . Dopo questo momento, il Papa, accompagnato da chierici, seminaristi, religiosi, si recò in visita presso il Convento di S. Chiara, quello di S. Maria la Nova ed il Collegio . A conclusione della visita, salito in carrozza, attraverso il corso principale, raggiunse la stazione ferroviaria, là dove era stato predisposto un palco sontuoso dal quale Pio IX, prima di congedarsi, impartí sui Nolani la solenne benedizione. Infine, sali su di un convoglio insieme al Re ed il suo seguito e giunsero alla stazione di Maddaloni, una volta scesi, proseguirono in carrozza il loro viaggio per un'escursione verso il grande acquedotto progettato dal Vanvitelli, comparabile a quelli degli antichi romani. Dopo un lungo viaggio, arrivarono alla Reggia di Caserta, là il Papa poté finalmente riposare dopo una giornata molto impegnativa. Frattanto, fu organizzato un grande pranzo, al quale prese parte il Papa, il Re, la Regina, principi e dignitari delle rispettive rappresentanze istituzionali. Al termine, la famiglia reale invitò il Pontefice in uno dei salotti adiacenti gli ampi saloni del palazzo, dove il Papa si trattenne affabilmente in conversazione con gli illustri padroni di casa sino alle sei e mezza di sera. Accompagnato, poi, presso la vicina stazione, con il suo seguito, fece ritorno a Portici, dove egli giunse nell'altra Reggia verso le otto della sera.
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