Avella : una piccola galleria d'arte lungo un tratto fluviale, tra fede ed incognite storiche.

Pubblicato il 20 settembre 2024 alle ore 19:54

Di Luigi Falco 

 

" Và dove ti porta il cuore ". È il titolo di uno dei romanzi di grande successo degli anni '90 scritto da Susanna Tamaro. L' insegnamento racchiuso in questo testo è incentrato nella ricerca di quelle potenzialità interiori, talvolta, necessarie per superare la paura, che potrebbe precluderci la possibilità di raggiungere una meta ideale o forse un luogo che possa favorire il nostro riconoscimento. Ad Avella ne esiste uno che in tanto tempo ha visto  scorrere acqua sotto i ponti. Le linee di demarcazione poste dalla natura tra aree rurali e quelle urbane, da quelle realizzate per ricongiungerle , hanno reso possibile lungo questi tratti : l ' edificazione di edifici simbolo per la vita di fede  caricati  di significato, perché nel segno dell' acqua che lambisce i loro  confini più prossimi, similmente scorrono le vicende della storia che si fondono con quelle dello spirito. Il 20 settembre di ogni anno viene aperta al pubblico una piccola chiesa dedicata ad una Santa Martire, vissuta presumibilmente in quei periodi in cui professare un ideale di fede, era come ammettere delle responsabilità di fronte ad un reato  penale. Nonostante la scarsità di notizie biografiche, necessarie per identificare un soggetto su cui l'attenzione popolare e le ipotesi più disparate hanno contribuito alla ricostruzione di  racconti leggendari, in molti anni è accresciuta la devozione verso questa giovane morta prematuramente con il martirio  in seguito alla sua  testimonianza sorretta da un'incrollabile fede. La Cappella, probabilmente, sarà stata costruita alla fine del primo decennio  dell'800 per interessamento di una famiglia gentilizia locale ed in seguito ampliata e più volte anche restaurata. Entrando, lungo il corridoio centrale, si giunge dinanzi ad un altare in marmo, in parte scolpito con dei motivi decorativi, mentre all'interno delle lastre che formano i diversi supporti per L'arredo liturgico, ci sono delle tarsie colorate con dei motivi floreali.

S. Candida. Scultura lignea da me restaurata tra il 2015/16. Chiesa di S. Candida. Abside con l'urna della giovane martire ed i dipinti di Roberto Carignani 

 

Al di sopra dell'altare, all' interno di un'urna luminosa, adagiata compostamente, c'è il corpo di una giovane dormiente, avvolta da un vestito profilato da ricami dorati. Qui, sicuramente una mano mossa da sentimenti di fede, per un disegno misterioso, ha condotto i resti di chi aveva offerto il suo cuore e la sua vita per un ideale supremo. Qui, giungono ancora oggi cuori spinti  da compassione di fronte al segno di una morte, che umanamente è risultata assurda ed anche ingiusta. Dinanzi a quell'icona, fiore spezzato, l' indignazione si muta a pietà e suscitando una fede che si rende visibile sul volto di uomini e donne di ogni generazione. All'interno di questo piccolo  spazio sacro, esistono delle opere pregevoli, che testimoniano :  il grado sociale della committenza e gli artisti coinvolti. Infatti, nella parte alta del soffitto e nel catino absidale, cioè lo spazio interno dove si svolgono le celebrazioni, ci sono alcuni dipinti di un noto pittore napoletano conosciuto con il nome di Roberto Carignani.

Roberto Carignani, Autoritratto 

 

Vediamo dietro quelle immagini di Angeli e fiori quale è il profilo dell'artista che ha operato personalmente in quella Chiesa. "Allievo prediletto dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, pupillo di Michele Cammarano, di Eduardo Dalbono, di Giuseppe De Sanctis e di Vincenzo Volpe, Roberto Carignani fu l’erede naturale di quella grande tradizione pittorica che affonda le sue radici nella celebre triade spagnola (El Greco, Velazquez, Goya) e trova la sua più alta espressione nel Settecento napoletano. Ingegno ecletti­co e versatile, spaziò in tutte le tecniche pittori­che da vero maestro, lasciando opere significati­ve e rappresentative di un’epoca storica drammatica e sofferta. Infatti, se si escludono, dalla sua copiosissima produzione, le opere ultime, segna­te dagli acciacchi dell’età e dal disordine che caratterizzò gli ultimi anni di vita del Maestro, i dipinti di Roberto Carignani meritano di figurare, come del resto figurano, nelle più importanti raccolte pubbliche e private, quali testimoni di un periodo storico che ha lasciato ovunque un segno. Moltissime le partecipazioni alle Mostre e i Premi in Italia ed all’estero, unico pittore, ad esporre in vita, (1959), nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli ".

Chiesa di S. Candida. Firma di R. Carignani posta su uno dei dipinti a lato dell'altare principale. 

Firma di Roberto Carignani posta a fronte e dietro un suo dipinto realizzato pochi anni prima della sua morte. 

 

È interessante notare come le tonalità del dipinto visibile sotto il soffitto, raffigurante una visione di S. Candida, siano simili a quelle raffigurante il trionfo di S. Felice Vescovo, realizzato da Salvatore Postiglione, collocato nella parte alta della navata centrale  presso il Duomo di Nola. Sul lato sinistro esiste invece un bel Dipinto raffigurante S. Caterina di Alessandria firmato da Pietro Grassi del 1821. Sul lato della parete destra c' è una nicchia, all'interno della quale è custodita una scultura lignea raffigurante la Santa Martire opera della metà dell'800. Nella stessa direzione, al di sotto di un altare c è una Pregevole scultura in terracotta raffigurante un Cristo morto, purtroppo in uno stato di abbandono, considerando che essa  fu realizzata da un grande artista francescano quale fu Padre Tarcisio Musto, che la regalò al sottoscritto, e successivamente, dal medesimo fu dipinta. Chi conosce il Santuario della Madonna dell'arco, avrà potuto notare più volte il portone principale che permette di accedere nella nota Basilica mariana esso è stato realizzato interamente in bronzo progettato da questo insigne religioso.

 

Santuario della Madonna dell'arco con i tre portoni di bronzo realizzati dall'artista francescano P. Tarcisio Musto

 


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