Dall'elezione del Valore, alla progressiva decadenza della cultura contemporanea
Di Luigi Falco
Il 20 Ottobre 1884 moriva ad Avella
l'illustre Cardinale Bartolomeo D'Avanzo. Nonostante, per molti, resta un emerito estinto, il suo pensiero ed azione incisero molto nel corso della sua azione sociale e pastorale del suo tempo. Nello stesso anno, in Francia, sorge un nuovo movimento artistico - letterario, che vide nel Poeta Paul Verlaine, quale principale fondatore, del " Decadentismo". La visione ispiratrice sosteneva una forte contrapposizione verso il mondo borghese, caratterizzato da rigide regole morali e di vita a cui questa classe era legata. Da qui scaturisce un'incitazione al sovvertimento del Valore, che significava : porsi fuori dalle norme comuni di vita, abbandonandosi ad uno stile sregolato, con il ricorso ad alcool e droghe. Fu in quello stesso anno che Verlaine scrive : " Poeti maledetti", opera dedicata ai suoi tre amici Tristan Corbiére, Stéphane Mallarmé, Arthur Rimbaud che il filosofo napoletano Benedetto Croce definirà semplicemente : " tre malati di nervi". La nascita dello Stato italiano unitario avvenuta il 17 Marzo del 1861, non risolse il problema culturale legato al suo originario frazionamento territoriale, l'Italia era purtroppo ancora divisa in altri sensi. Un susseguirsi di crisi sociali, l'indebolimento dell'economia, la presenza di una monarchia non in grado di esprimere incisivamente su di una svolta epocale per il Paese, preparò il terreno a due grandi conflitti che destabilizzarono gli equilibri precedentemente raggiunti. Da una crisi che aveva immolato sui campi di battaglia innumerevoli giovani patrioti, per rivendicare con il prezzo della propria vita i confini territoriali nazionali, si è giunti oggi a quella geopolitica, economica, ambientale, sociale. Da più tempo, sociologi ed istituti di statistica stanno cercando di individuare le cause di queso grande fenomeno di proporzioni planetarie, che potrebbe avere delle connotazioni sia di ordine ideologico che morali. Nel periodo in cui visse il D'Avanzo furono tempi altrettanto difficili da un punto di vista politico che culturale. Il maxisismo ed il liberalismo erano due correnti filosofiche che mostravano dei forti influssi sulla nuova formula di società, che prescindeva da qualsiasi condizionamento religioso, percui il nuovo motto era : " libera Chiesa, libero Stato". Il D'Avanzo attaccò fermamente il Liberalismo, con dotte asserzioni seppe sventare le sue insidie, mentre Pio IX definiva questa dottrina sociale : " falsa, perversa e detestabile". Il Vescovo D'Avanzo per questo era molto sensibile per una buona formazione culturale del suo clero, essendo stato professore di Dogmatica, era un esegeta, biblista, conosceva bene le tre lingue antiche, quale l' ebraico, greco e latino e fu il primo che nel 1852 introdusse nel suo Seminario lo studio sia degli autori classici latini, che quelli cristiani.
Commentario di Caio Giulio Cesare, traduzione in lingua Toscana del 1573 ( foto di Luigi Falco)
Avella, ingresso Palazzo D'Avanzo. Foto d'epoca
Questa sua scelta motivata da una lunga dissertazione che egli indirizzò ai Professori della sua scuola, ottenne l'approvazione favorevole di Pio IX. In seguito quel documento fu tradotto in francese in 25 mila copie e diffuso dalla " Societé de Letterature Chretienne de Saint Paul de Lilla".
Il 3 Aprile 1876 Mons. Bartolomeo D'Avanzo fu convocato dal Papa in Vaticano per essere insignito del titolo Cardinalizio. Il Pontefice, nel suo discorso parlando del D'Avanzo, ebbe a dire che " si era compiaciuto di fregiare della Porpora colui il quale, altre volte, aveva esposto il petto alle palle dei nemici di Dio".
Medaglia commemorativa di Pio IX, originale (foto di Luigi Falco)
La stampa occupandosi di lui così diceva : "... la sua eloquenza gli aveva procurato bella fama nel Clero italiano..." (IL Corriere del Mattino).
Il Cardinale Bartolomeo D'Avanzo, ritratto conservato presso l'episcopio di Calvi e Teano
Dott. Martino D'Avanzo, fratello del Cardinale
( foto di Luigi Falco)
Il Cardinale Avellano proveniva da una famiglia borghese dove regnava il gusto, la casa era adorna di oggetti preziosi, mobili, dipinti ed una ricca libreria. A Roma, dove visse per un certo periodo, dimorò nel nobile Palazzo Malatesta, che si trova nei pressi di Piazza Venezia, poco distante dall'altare della Patria.
Arredo di casa D'Avanzo ( foto di Luigi Falco)
Palazzo Malatesta, Roma
Ricevuto il titolo di S. Susanna, quale Cardinale presbitero, fu assegnato all'omonima Basilica dove fece seguire importanti lavori di restauro e ristrutturazione. Quest'oggi sono stato contattato dagli attuali responsabili di quella Chiesa ai quali mi ero rivolto per una ricerca di archivio, legata all'attività svolta dall'emerito Cardinale, confermandomi che nell'area centrale del tempio è ancora visibile sul pavimento il suo stemma gentilizio.
Interno di S. Susanna, Roma
Stemma del Cardinale Bartolomeo D'Avanzo
visibile nella Basilica di S. Susanna, Roma
( foto per gentile concessione delle Suore Benedettine dell' omonima Chiesa)
Mentre il Card. Bartolomeo maturava crediti con contributi che egli offriva alla causa della fede, impiegando il suo tempo per lo studio, il ricupero di monumenti significativi per la vita cristiana, il suo nome rimane oggi solo una continua menzione nella toponomastica del suo paese originario e nulla più. Quale è, dunque, la causa di questo oscurantismo? Dove sono le istituzioni ecclesiastiche e civili? Dove l'intellighentia cittadina, per ricordare una figura così importante, che attende un atto di verità e di giustizia di fronte ad una sepoltura priva ancora dei suoi resti?
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Commenti
Il dotto e sapiente sei tu ,che stai portando alla luce testimonianze dei tuoi illustri conterranei
Complimenti!