Da Imperatore romano a sobillatore popolare : da una piece teatrale ad un colosso cinematografico

Pubblicato il 22 novembre 2025 alle ore 11:40

 Di Luigi Falco 

Sarà capitato almeno una volta, nella vita di ciascuno di noi, di metterci alla ricerca di una spiegazione razionale per correlare : fatti, eventi, circostanze che, in modo sorprendente, ci hanno visto coinvolti. Le espressioni più ricorrenti tendono a definire destino, casualità, pura coincidenza, un evento lieto o triste, sia che esso abbia potuto avere una manifestazione transitoria, oppure replicarsi in tempi e luoghi non sempre previsti dal nostro piano di esperienza personale. A tale riguardo, voglio presentare qui alcune esperienze che mi riguardano, il modo in cui esse si sono manifestate nel corso della mia vita, da indurmi ad una attenta riflessione, che priscinde da considerazioni affrettate o liquidate come fatti ineluttabili ricondotti alla responsabilità personale dell'essere umano. Ero un bambino di dieci anni, mansueto, un poco introverso, ma se coinvolto disponibile ed anche giocoso. Alla classica domanda rivolta dagli adulti, cosa vorrai fare da grande, quali sono le tue prospettive di vita, io rispondevo sempre prontamente : l'artista. Conservo ancora un componimento che mi fu consegnato a fine anno dall'insegnante del tempo, là dove io esprimevo in modo chiaro il significato di essere artisti offrendo modelli di riferimento quali, Michelangelo, Raffaello, Leonardo nonostante ignorassi la storia dell'arte, appresa in età adulta. Quel piccolo componimento, a distanza di tempo, si è rivelato un atto notarile. Ho appreso con il tempo cultura e tecnica per essere un artista anche se riconosco che i modelli a cui guardavo non erano stati raggiunti in pieno. A scuola ero diventato per questo un modello di riferimento per tutti. In vista del termine dell'anno scolastico, l'insegnante decise di organizzare una rappresentazione teatrale. A scuola c'èra un palcoscenico in pianta stabile, con fondali, quinte, sipario ed un piccolo parco luci. Le idee erano chiare, c'èra un copione, gli attori erano stati già segnalati, mancavano i costumi ed una scena che avrebbe dovuto raffigurare un arco romano con due colonne poste nei rispettivi lati. Io fui la prima persona ad essere coinvolta, da prima come scenografo che realizzò in parte il disegno della scena, poi quale attore principale nelle vesti di un piccolo Imperatore nella veste di un crudele Diocleziano. Per noi era solo un gioco, un momento di protagonismo sotto il fascio diretto dei riflettori puntati in corrispondenza della postazione scenica che ci faceva apparire al pubblico divertito, più goffi che spietati autori di esecuzioni di pene capitali. A distanza di anni, mi sono trovato in altri contesti lavorativi, dove in un primo tempo ho operato come scenografo nel teatro amatoriale, in seguito sono approdato in quello televisivo presso il Centro produzione TV della RAI di Roma.

Foro romano, dal set del Film : Roma. Allestimento esterno di Cine città. ( Foto di Luigi Falco) 

 

Nel 2004 mi trovo catapultato in un'esperienza unica, sempre legato alla storia di Roma , il luogo non era quello di una scuola, bensì Cine città.
Mi proposero di prendere parte al casting di uno tra i più grandi film della storia di Roma che sarebbe diventato un colosso cinematografico ed una serie televisiva internazionale avente tre grandi networks quali produttori : la televisione italiana, quella Inglese ed infine quella Americana.

 

Rimasi però sorpreso dalla scelta del personaggio che avrei dovuto interpretare ; una persona accostumata, educata al rispetto verso gli altri e delle regole civili quale ero sempre stato, doveva assumere una nuova identità, quella di un brigante, un rivoltoso, un sobillatore sociale, un " Masaniello" ante - litteram.

 

Per tutto questo, come Francesco D'Assisi, dovetti denudarmi dei miei vestiti  per indossare quelli che la produzione aveva previsto di assegnare al mio nuovo ruolo. Dopo il travestimento ed il trucco, corsi incuriosito in una toilette per conoscere visivamente allo specchio il mio personaggio, rimasi fortemente impressionato, ero molto combattuto interiormente, quella scelta sembrava un'offesa alla mia anima. Nonostante tutto, cercai di rimediare apportando quanche cambiamento migliorativo. Purtroppo, il mio tentativo risultò vano, perché appena dopo ci furono alcuni costumisti che notarono un cambiamento sul mio viso e vollero accertarsi se io avessi stravolto intenzionalmente quello che era previsto da un'indicazione scenica  . Temendo di essere redarguito , risposi che non avrei avuto  alcun motivo per rovinare " il capolavoro" che essi avevano creato adattato alla mia persona. Stupiti, per la mancata spiegazione, ipotizzarono il coinvolgimento dei colleghi della BBC. Così, un poco più sollevato, brandii una spada che mi era stata consegnata per raggiungere il gruppo con il quale avrei dovuto  prendere  parte al ciclo delle riprese che di li a poco furono spettacolari

Roma, Cine città. Uno dei momenti delle riprese effettuate sul set della produzione. 

 

Ogni settimana viaggiavo in treno verso Roma, la produzione mi interpellava in diverse ore della giornata, talvolta, bisognava girare anche nelle ore notturne. Ero tra scene monumentali, con attori internazionali, grandi maestranze, un numero impressionante di figuranti, la recitazione era rigorosamente in lingua inglese. Sono stato sempre attratto dalla storia di Roma, poco per le strategie militari e di conquista che prevedevano ovunque assoggettamento al proprio status politico  popolazioni estranee alla configurazione giuridica dell'urbe antica. Piuttosto mi ha interessato molto di più la produzione culturale ed artistica, anche se questa, molto spesso era utilizzata quale strumento di propaganda politica.

Roma, Cine città. Riprese esterne con attori e figuranti 

 

Non è un caso che il centro di produzione di Roma sorto nel 1937 fu molto utilizzato nel ventennio fascista per la realizzazione di docufilm per fini propagantistici. Se i romani avessero avuto tali strumenti, avrebbero impiegato la stessa strategia per esaltare la grandezza delle loro imprese ed il narcisismo politico  dei loro governanti.

 

Questo film, una volta ultimato, ha messo in risalto molti aspetti legati alle vicende civili e militari di quei tempi di cui vorrei qui tracciare un po' di sintesi. Si potrebbe da subito definire l'intera vicenda : un crudo intreccio di potere, tradimento e di guerra antica. I fatti salienti di questo racconto per immagini possono essere raggruppati in due distinti periodi.

 

La prima serie è ambientata a Roma nella seconda metà del I secolo a.C., nel periodo in cui la Repubblica, ormai morente, è scossa dalle guerre civili. All'interno di questo contesto si alternano e si intrecciano le storie di personaggi storici realmente esistiti, in parte documentati in " De bello gallico". Tra essi figura Giulio Cesare che fu assassinato in Senato per mano di Bruto e Cassio. Sulla scena politica si affaccerà Marco Antonio, tribuno della plebe, successivamente Ottaviano Augusto.

 

La seconda stagione si sviluppa negli anni successivi alla morte di Cesare con il vuoto di potere che ne scaturisce e le lotte tra Marco Antonio e Ottaviano, che si concludono con la definitiva presa del potere di quest'ultimo e con la nascita dell'Impero romano.

 

Un 'altra figura emergente è quella di Cleopatra ed il piccolo Cesarione, indebitamente attribuito alla paternità di Cesare.

Cleopatra 

 

I temi affrontati nella lunga serie televisiva sono stati - Potere e corruzione, divisione di classe, dinamiche di genere nel superamento della figura maschile con quella femminile su questioni sociali importanti.

BBC sede principale della televisione londinese 

 

Da un punto di vista produttivo l'intera operazione è stata gestita da tre network televisivi importanti : RAI, BBC di Londra, HBO televisione statunitense. La regia fu affidata a Alan Taylor e Michael Apted. Le riprese furono effettuate in parte a Cine città all'interno di ricostruzioni colossali che richiesero la consulenza di storici, archeologi e maestranze specializzate che cercarono di riprodurre ambientazioni interne, strutture architettoniche pubbliche, accurati costumi, persino l'impiego della lingua latina ed egizia antiche. Per la versione italiana furono impiegati circa 35 doppiatori tra i più noti Stefano Benassi in Lucio Voreno, Luca Ward inTito Pullo, Stefano De Sandro in Giulio Cesare, Loris Loddi in Marco Antonio, Massimo Lodolo in Cicerone, Francesco Pezzulli in Ottaviano, Federica De Bortoli in Cleopatra, Riccardo Niseem Onorato in Bruto ecc. La colonna sonora fu affidata al musicista e compositore americano Jefferson Beal. Il baget iniziale previsto per la realizzazione dei 22 episodi si raggirò oltre i 100 milioni di  dollari, con altre partecipazioni di quote aggiunte dalle altre due reti televisive europee. Il film ricevette un notevole riscontro pubblico, premi e ricadute turistiche significative nei luoghi archeologici celebrati dalla narrazione filmica.

 

Londra, British Museum 

 

Sabato 15 di novembre corrente mese, in occasione di una mostra attualmente allestita a Cine città sulla storia del Cinema, a partire dal dopo guerra, mi sono recato nell'area in cui ho rivisto le scene maestose del grande film fin qui accennato, dove eccezionalmente, da spettatore ero diventato parte di una complessa vicenda che mi coinvolgeva, dal racconto, alla location dalla bravura degli attori alla complessità di una resa interpretativa di ogni figura coinvolta, tanto da lasciare  in me : ricordi ed emozioni  intramontabili. 


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