Di Luigi Falco
Teatro S. Carlo, interno ( Foto di Luigi Falco)
L 'era digitale ha introdotto nel nostro tempo un cambiamento epocale. Dai computers per uso stanziale, che richiedevano un' adeguata preparazione per accedere nel mondo del web, agli smartphones, più intuitivi, per questo di facile utilizzo e commercialmente più diffusi. Le società di informatica unite all'industria della comunicazione e dei media network, hanno pianificato un progetto rivoluzionario che ha rimodulato la comunicazione sociale ed i servizi potenziandoli di strumenti innovativi da rendere il rapporto tra i cittadini e le istituzioni più interattivo ed allargando le possibilità sul piano comunicativo tra molti utenti dovunque sparsi per il mondo. All'economia del tempo, Intesa quale efficienza sul piano delle attività di lavoro, alla facile diffusione delle notizie, il mondo globalizzato sembra, per questo, aver trovato un elemento maggiore di unitarietà. Gli effetti scaturiti dall'introduzione nel mercato delle più sofisticate tecnologie, non ha prodotto soltanto un effetto commerciale, ma ha permesso a molti internauti di accedere in realtà, un tempo appannaggio solo di pochi. Si pensi all'accesso di archivi importanti per l'acquisizione di dati di carattere culturale ed amministrativi . Oppure assistere al dibattito parlamentare in corso durante le sedute stabilite dagli organi di governo. Di poter accedere in località di conflitto, dove non sempre ai giornalisti è dato introdursi per documentare le tragedie che vedono nelle parti coinvolte, aggressori e vittime per discutibili motivi. A questo si aggiunge poi il diretto coinvolgimento sociale, che consente ad ogni cittadino di poter essere attore e narratore al tempo stesso di eventi popolari che, per la loro rilevanza, hanno contribuito a diffondere nel mondo, un'eco di solidarietà e partecipazione. Tra i canali più diffusi ancora oggi c è Facebook. Le sue origini non sono molto lontane, come invece sono state quelle della fotografia, cinema, televisione. Questo nuovo fenomeno della comunicazione contemporanea ha inizio negli Stati Uniti il 4 febbraio del 2014 a Cambridge nel Massachusetts. In Italia l'approdo avviene soltanto il 14 maggio del 2008. Prima di questa data, la comunicazione pubblica era solo privilegio di pochi. Così, la creatività degli americani, che eccelle più nel campo commerciale, ha sintetizzato per le sue finalità due elementi complementari alle sue strategie di investimento : componente sentimentale dell'esperienza umana, per favorire uno pseudo rapporto di socialità, per favorire le politiche di marketing e vendita di prodotti di largo consumo. Operazione, questa, che ha poco a che vedere con la filantropia, ma assume da questo gli elementi psicologici positivi del mondo umano, per utilizzarli come propellente nell'ottica dell'utile o del profitto. Prima di queste date che segnano uno spartiacque, tra due modelli di società che si riorganizzano sulla via, io ho continuato ad avvalermi di strumenti tradizionali, utilizzati nell'esperienza creativa e per la loro diffusione. Ricordo, infatti, il mio rapporto con la poesia, l'arte, la musica, i temi sociali, quelli politici. Il raggio di condivisione era più diretto, ma ristretto all'interno di pochissime persone. Nascevano, così, discussioni appassionate, dove i rapporti tra gli interlocutori erano reali, quelli virtuali si realizzavano attraverso la corrispondenza e le sorprese non tardavano ad arrivare quando le risposte vergate su carta bianca giungevano da parte di personaggi noti del mondo della cultura. Cèra per questo una visione molto idealizzata della realtà che alimentava : preoccupazioni e motivi di speranza proiettati sulla crescita culturale e sociale dei territori situati nelle rispettive aree di appartenenza. Prima degli anni 2000, giunse per me una grande opportunità che mi assicurò la partecipazione ad un concorso letterario, dove scelsi quale indirizzo quello della poesia. Il tutto parti come un semplice gioco. Poi, a distanza di tempo, con mio grande stupore, giunse la notizia da parte della segreteria del concorso : ero stato ammesso a ricevere un premio all'interno di un prestigioso Teatro lirico Nazionale che era quello del S. Carlo di Napoli.
Teatro S. Carlo, vista dal loggione ( Foto di Luigi Falco)
Nell'insolita cornice, tra i decori del grande emiciclo e le luci delle logge assiepate da spettatori, potei accedere sul palco per ricevere dalla giuria il riconoscimento che mi era stato assegnato tra il sovravenuto imbarazzo e l' applauso esclusivo di una platea, alla quale dovetti ricambiare con un inchino a scena aperta.
Teatro S. Carlo, visione interna con il gran soffitto, il palco reale, platea ( Foto di Luigi Falco)
" Cogli un fiore.Gettalo nel mare.Strappa all'improvviso il tuo sguardo da una visione vaga che tutto avvolge e poi scompare."
Questa è la cronaca di un evento che non può essere disgiunta dal tema e significato del componimento da me presentato. Nessun riferimento epico ma la ricerca di un diverso modo di comunicare. Il protagonista era un Fiore, ma nell'evocazione più alta del suo valore simbolico. Con il tempo ho visto che il messaggio contenuto in quei versi, poteva essere considerato una profezia che anticipava la comunicazione digitale che attualmente stiamo vivendo con un'estensione sempre più allargata.
"Cogli un fiore. Gettalo nel mare. Strappa all'improvviso il tuo sguardo da una visione vaga che tutto avvolge e poi scompare." Una volta il messaggio in bottiglia, poteva rivelarsi per i naviganti, un motivo di speranza, in caso di smarrimento e pericolo. Oggi lo smartphone, potrebbe essere considerato come uno strumento per veicolare i propri messaggi, lanciati nel mare del web. È pur vero che oggi giorno esiste una crisi ecologica. Infatti, come nel mare che ricopre il globo terrestre, così nella comunicazione esiste ancora molta spazzatura. È difficile pensare sempre : chi noterà una " bottiglia" che contenga al suo interno, una novità da cogliere o una semplice indicazione utile per chi è alla ricerca di una rotta che supera la propria esperienza contingente. Il lungo ritardo, talvolta, potrebbe indurre a pensare che si sia prodotta un'inutile attesa per un mancato riscontro, per un messaggio ignorato o mal decifrato. Nonostante tutto, il verso della poesia, recita : - Getta un fiore! Questo per significare, lancia il tuo messaggio positivo, in un mare dove non tutti mostrano di avere il carisma per la scoperta e dell'avventura. Molti messaggi, in questa modalità, vengono lanciati nelle onde tumultuose di un web che si ferma ai miraggi o ai cumuli di spazzatura fluttuanti, che si rendono visibili attraverso immagini di copertina. Il contenuto ed il contenitore potrebbero essere ancora per molto tempo ignorati. " Cogli un fiore, Gettalo nel mare." Questa potrebbe apparire persino una metafora della vita, di fronte ad ogni gesto o azione di bene mostrati nella cupa indifferenza di un mondo frastornato dal rumore di onde in continuo movimento. " Cogli un fiore, gettalo nel mare! " Anche quando non vedi giungere consensi o non hai dinanzi a te un pubblico plaudente!
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