Di Luigi Falco
Prima parte
Questo articolo introduce uno dei tanti temi che la sociologia nelle sue analisi e definizioni più svariate ha cercato di fornirci per comprendere la struttura di una Comunità ed i rapporti che regolano lo scambio e la vita dei suoi membri. Naturalmente, questa riflessione non circoscrive la diagnosi a quei problemi che possono dar luogo a delle forme di conflittualità all'interno di certi gruppi , ma ciò può essere considerato il riflesso di un fenomeno di trasformazione culturale che non esclude la coesistenza di un legame Identitario . La casella dei commenti presente alla fine di questa pagina, può essere considerata uno spazio aperto per lasciare contributi utili all'approfondimento del tema qui di seguito trattato. Ia sensazione di disagio che talvolta si avverte all'interno di una comunità , può essere percepita come il segnale di una fraturra prodottasi per un inspiegabile incidente di relazione. La lettura obiettiva delle dinamiche che si sviluppano intorno all'integrità di una comunità, accendono il focus sull'ingresso di quei fattori che segnalano una fase di emancipazione che sta per nascere dal vecchio nucleo.
Pertanto la differenza tra il vecchio ed il nuovo non deve essere vissuta come una forma di disaffezione dal contesto sociale originario. Tutto questo, invece, può costituire semplicemente un'opportunità.
Quando parliamo di comunità, siamo spesso portati a pensare immediatamente a un insieme di persone che condividono un determinato territorio, una storia, una lingua, tradizioni comuni o semplicemente una condizione amministrativa. In questa prospettiva, la comunità finisce per coincidere con la popolazione di un luogo: coloro che vi risiedono, che sono iscritti nei registri anagrafici, che partecipano — almeno formalmente — alla medesima organizzazione sociale.
Ma questa identificazione appare, a ben vedere, riduttiva.
La comunità, dunque, non è soltanto un dato: è anche una pratica.
Non basta abitare lo stesso luogo per costituire una comunità. Occorre che tra le persone si produca una qualche forma di relazione, di reciprocità, di riconoscimento. E proprio qui emerge una prima distinzione fondamentale: quella tra popolazione e comunità.
Una popolazione può essere descritta attraverso numeri, residenze, fasce d'età, professioni, provenienze e altri dati statistici. Una comunità, invece, non è interamente misurabile attraverso un censimento, perché riguarda anche la qualità delle relazioni e il sentimento di partecipazione a un universo comune di significati.
La comunità e la differenza
Ogni comunità tende naturalmente a costruire una propria identità. Lo fa attraverso la memoria, le consuetudini, le tradizioni, i simboli, le pratiche quotidiane e una serie di valori che, nel tempo, vengono percepiti come costitutivi del gruppo.
Ma ogni identità collettiva porta con sé anche un rischio: quello di trasformare ciò che è condiviso in ciò che è obbligatorio.
Quando questo avviene, la comunità può smettere di essere uno spazio nel quale le differenze trovano riconoscimento e diventare, al contrario, uno strumento di omologazione.
L'individuo che introduce una visione diversa, che mette in discussione un'abitudine consolidata o che cerca altrove modelli culturali e sociali ai quali ispirarsi può allora essere percepito non semplicemente come diverso, ma come elemento estraneo.
È un passaggio sottile, ma decisivo.
La differenza, infatti, può essere interpretata in due modi opposti. Può essere considerata una risorsa attraverso la quale la comunità rinnova se stessa, oppure una minaccia alla propria identità.
Nel primo caso, la comunità è un organismo capace di trasformarsi. Nel secondo, diventa un sistema difensivo che tende a proteggere la propria immagine del passato.
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