Di Luigi Falco
Testimonianze di un autore Avellano del 700
Oggi 11 di settembre, primo sentore di aria ventilata, un caffè, la chiave inserita nella macchina, una partenza, un'unica direzione verso la Biblioteca provinciale di Avellino. Il cielo sopra la città è nuvoloso, il clima è quello adatto per compiere un lavoro di ricerca all'interno delle sale disponibili per gli utenti esterni che giungono in sede per condurre meticolose consultazioni orientate su temi di svariato interesse culturale
Il personale mi riconosce, con tono assertivo, mi conferma che il materiale che avevo richiesto qualche giorno prima era già disponibile per essere visionato. Entrato in una delle ampie sale, ho scelto uno dei posti a sedere circondato qua e là da studenti intenti nelle loro attente letture di approfondimento. Nessun saluto, nessun cenno di distrazione, un clima spartano, ma comprensibile perché almeno qui il silenzio ha ancora un valore che tutti rispettano senza forzati richiami.
La Biblioteca di Avellino con affaccio sulla principale strada adiacente. ( Foto di Luigi Falco)
Scaffali e testi stipati lungo gli spazi interni
Sul tavolo avevo posto alcuni fogli ed una penna per gli appunti. Dinanzi avevo un'antico libro del 1782, già visionato altre volte. L'autore era il Dottore Ignazio D'Anna originario di Avella
Frontespizio del libro scritto da Ignazio D'Anna. Testo originale del 1782. Si può notare a lato, la firma autografa del Prof. Antonio Jamalio, amico stimato dello storico e letterato Irpino Francesco De Sanctis. ( foto di Luigi Falco)
Anfiteatro romano di Avella visione notturna
Il suo lavoro era imperniato sulla storia e tradizioni del suo paese di origine, con una dovizia di particolari descrittivi sui luoghi, il paesaggio, le fonti autorevoli di scrittori latini e contemporanei che dall'una all'altra parte fornivano notizie utili per descrivere il corso di antiche civiltà che avevano lasciato nel territorio Avellano testimonianze significative, oggi ancora visibili dai monumenti sulle superfici esterne e gli innumerevoli reperti che si possono in parte ammirare nell'attuale Museo cittadino.
Museo archeologico di Avella ( foto di Luigi Falco)
. Il motivo della mia ricerca era mosso da alcuni interrogativi circa il tema delle ricorrenze religiose. Ogni anno, puntualmente come da programma il cliché si ripete allo stesso modo con qualche variante sul versante esterno.
Quest'anno, invece, il comitato organizzatore ha pensato di offrire una nota di risalto che avesse potuto creare coinvolgimento e scomodare qualche autorevole principe della Chiesa. Infatti, la ricorrenza era legata al centenario dell'incoronazione della statua della Madonna intorno alla quale da più tempo è nata una forte devozione. Per tale occasione sono stati predisposti i necessari preparativi per accogliere l'eminente Sig. Cardinale Ludwig Ghdrard Mùller ex Prefetto per il Dicastero della Fede, giunto nella città di Avella dalla sua residenza in Vaticano.
Ingresso principale della Biblioteca
Dopo una calorosa accoglienza da parte di molti fedeli convenuti per la cerimonia svoltasi in tarda serata, si è aperto lo spazio dei saluti di rito accompagnati da alcune informazioni di natura storica che non hanno convinto una parte dei presenti, percui dal dubbio è nata l'iniziativa della ricerca.
Statua della Madonna delle Grazie in occasione del centenario della sua incoronazione( foto di Luigi Falco)
. In realtà le scarne notizie fornite al Porporato sono state quelle di un'iniziativa popolare avvenuta nel lontano anno 1926, quando all'unanimità il popolo fedele decise di eleggere la Madonna quale principale patrona ponendo sul suo capo una preziosa corona di oro per suggellare con ella un lungo legame.
Foto d'epoca, Vecchia chiesa della Madonna delle grazie.
Purttavia, sia da un punto di vista liturgico che popolare la Vergine e S. Sebastiano, il Santo titolare della parrocchia madre, avevano avuto culti e feste separate . Questo è attestato sia da Ignazio D'Anna, che non cita mai la Madonna con l'enfasi nata molto tempo dopo, che da una decisione del responsabile parrocchiale e di alcuni suoi Collaboratori avvenuta intorno agli anni 1980 il quale fece accorpare le due ricorrenze.
Chiesa S. Marina. Rito esterno per l'incoronazione con la presenza della Comunità cittadina. ( Foto di Luigi Falco)
Questa scelta produsse una comprensibile reazione da parte della comunità prossima al Santuario mariano che accettò a malincuore tale decisione ponendo la condizione che la festa della loro Madonna continuasse ad essere celebrata come da consolidata tradizione.
Chiesa Collegiata di S. Giovanni. Il Cardinale Mùller che attraversa la navata principale. (Foto di Luigi Falco)
Chiesa Collegiata di S. Giovanni. Foto d'epoca
Qui, si inserisce il racconto di uno dei più autorevoli testimoni vissuto sul finire dell'ultimo ventennio del 1700. Infatti, egli dovendo riferire della principale festa patronale così riporta la sua descrizione all'interno del suo libro. " La seconda Parrocchia di Avella posta nel quartiere della Piazza sotto il titolo di S. Marina, dicesi fondata dal Re Roberto della Regal prosapia Angioina, e perciò dal Vincenti, come di sopra dicemmo, viene tra le chiese regie annoverate". Naturalmente la Chiesa più antica si trovava a lato di questa presso l'attuale spazio antistante la casa Canonica, ma inspiegabilmente demolita agli inizi del 900 secolo scorso.
Chiesa Collegiata di S. Marina. S. Sebastiano ( foto di Luigi Falco)
S. Sebastiano, la di cui festività ivi ogni anno con universale pompa e processione generale si solennizza nella prima Domenica di maggio, facendosi per obbligo comune nella solennità del Corpus Domini". Sorprende notare che l'autore che offre descrizioni particolareggiate del territorio e degli edifici di culto più rappresentativi, non menzioni la Chiesa dedicata alla Vergine da più tempo. La scelta di una ipotesi che potrebbe fornirci una spiegazione plausibile può essere quella di una antica cappella rurale di dimensioni più limitate rispetto a quella costruita nell'arco temporale dei due ultimi conflitti bellici. Forse, per questo, considerata una chiesa suburbana la cui titolarità spettava tuttavia alla Chiesa Parrocchiale situata oltre il fiume.
Il Cardinale Bartolomeo D'Avanzo di Avella.
Sorprende notare che nella biografia del Cardinale D'Avanzo che in questa area fu all'inizio del suo ministero Parroco e Primicerio egli non abbia mai fatto cenno a quel luogo periferico per quanto caro alla devozione dei suoi fedeli. Inoltre, come si potrà leggere nella sua Biografia, tre giorni prima della sua morte egli percorse a piedi il tratto che dal suo palazzo lo avrebbe condotto presso la Chiesa di S. Marina, dove fece la sua ultima sosta dinanzi all'effige di S. Sebastiano, rivolse a Lui una preghiera, accese una candela. Avrebbe voluto Recarsi nelle altre chiese principali, ma sentendosi affaticato, incaricò un'altra persona affinché in sua vece avesse potuto compiere tale gesto devoto.
Cortabucci, Avella. Chiesa dei sette preti.
Già nel 1600 nel quartiere di Cortabucci esisteva una cappella, oggi ancora visibile ma non praticabile, con una preziosa pala d'altare in seguito trafugata, con un Collegio di sette preti sotto il titolo di S. Maria delle Grazie. Perché questa piccola comunità assume questo titolo?
Pala d'altare in legno dipinto. Maria S.S. delle Grazie e delle Anime purganti. In passato collocato sull'altare maggiore dell'attuale Parrocchia di S. Romano. Prima del recente restauro esisteva una piccola corona a sbalzo sovrapposta a quella dipinta sorretta dalle figure angeliche situate nei rispettivi lati.
( foto di Luigi Falco)
Vergine con Bambino assisa sulle nubi e Santi. Opera attribuita a Silvestro Buono. Convento Francescano di Avella.
Si noti la corrispondenza stilistica tra l'immagine precedente, il giovane volto della Vergine leggermente visibile di scorcio, la postura del corpo ed il colore dell'abbigliamento. Questa impronta ci lascia pensare al coinvolgimento del medesimo artista.
Nella prina metà dell'800 fu rimossa per un lavoro generale di rifacimento con la costruzione del tempietto che custodisce la statua del Santo Martire Romano. Sino agli 60 del precedente millennio, esisteva nella sopra menzionata Cappella seicentesca una statua lignea della Madonna delle Grazie, poi trasferita nella Chiesa Parrocchiale, ogni anno il 2 di Luglio veniva festeggiata sotto questo titolo con addobbi esterni e regolare processione. È improbabile che all'inizio del 600 ci fossero nelle altre chiese statue mariane, fatta eccezione per alcuni centri, ma per un'antica consuetudine venivano realizzate tele o tavole come è testimoniato anche nei principali Santuari mariani della Campania. Allora si pone il quesito : nel 1626, data ricuperata da un presunto documento, dove fu incoronata per la prima volta l'immagine della Vergine, su quale supporto, dove è finita la vecchia corona, visto che la statua che ammiriamo oggi è di chiara fattura settecentesca? Molti, ancora oggi, si sono chiesti quale fu la circostanza in cui si pensò di rinnovare un'incoronazione a distanza di molto tempo. Quali furono i protagonisti di quel periodo ? Perché nel contesto pubblico recente, non si è fatto alcuno accenno a questi particolari di natura storica? Ricordo in alcune occasioni di aver visto in alcuni locali della Chiesa un documento ingiallito dal tempo posto all'interno di una cornice, in cui veniva riassunta la memoria di quella solenne giornata del 1926, ma anche questo non ha ricevuto alcuna menzione.
Vediamo, allora, che cosa avvenne dal resoconto scarno di quelle notizie.
L'incoronazione della Madonna delle Grazie di Avella, avvenuta nel settembre del 1926, rappresenta uno dei momenti religiosi e storici più significativi per la comunità Irpina. Il simulacro della Madonna delle Grazie, ricevette il solenne riconoscimento del Capitolo Vaticano, che ne decretò l'incoronazione con corone d'oro come segno di profonda devozione popolare e ringraziamento per i prodigi e le grazie attribuiti alla Vergine nel corso dei secoli.La cerimonia fu un evento epocale che richiamò migliaia di pellegrini da tutta la Bassa Irpinia e dalle province vicine.
Un elemento chiave della celebrazione del 1926 fu la partecipazione di Monsignor Carlo Gregorio Maria Grasso, arcivescovo metropolita di Salerno.
Il legame con il territorio:
Monsignor Grasso, figura di spicco della Chiesa Campana, originario di Padova, (precedentemente Abate ordinario di Montevergine), manteneva un legame fortissimo con l'area nolana e irpina, essendo stato anche Amministratore Apostolico della Diocesi di Nola (sotto la cui giurisdizione ecclesiastica ricade Avella) fino al 1924. Data la sua autorevolezza e l'affetto della popolazione locale, l'arcivescovo Grasso fu invitato d'onore e protagonista dei solenni riti liturgici dell'incoronazione, offrendo l'omelia e partecipando all'atto formale di imposizione delle corone, un gesto che suggellò il legame indissolubile tra la cittadinanza di Avella e la sua Protettrice.
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